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Cibo Vino & dintorni
 

La Pasqua nel PIATTO

ll termine Pasqua, in greco e in latino “pascha”, proviene dall'aramaico: pasha, che corrisponde all'ebraico pesah, il cui senso generico è “passare oltre”.

[ uovo pasqua ]  
 

Il significato effettivo della parola non è del tutto certo: altri collegano la parola pascha al termine greco pàschein, che significa soffrire. Festeggiata in occasione del primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera la Pasqua indica comunque un passaggio, che sia nel Mar Rosso, che sia dalla morte alla vita eterna, che sia dall’inverno alla primavera. E nella vita dell’uomo ogni passaggio da uno stato ad uno successivo (a cominciare dalla nascita) comporta dolore e sacrificio per giungere finalmente ad un livello superiore.

OMNE VIVUM EX OVO, “tutto ha inizio dall’uovo” recita un antichissimo proverbio vedico. Persiani, Greci ed addirittura Cinesi usavano scambiarsi uova di gallina come doni per le feste Primaverili, così come nell'antico Egitto le uova decorate erano regalate all'equinozio di primavera. Nel nord dell’Europa, invece, l’uso delle uova assumeva valenze magiche e di magia in magia si arriva ai giorni nostri, dove assistere alla Messa di Pasqua in Scandinavia tenendo in tasca un uovo nato il Giovedì Santo aiuterebbe a smascherare le streghe. Quindi, come contenitore di vita, in tutto il mondo l’uovo è divenuto il simbolo della Pasqua e non ha un significato meramente commerciale come accadde a Babbo Natale: da ex elfo irlandese a testimonial della Coca Cola. Come nell’uovo anche nel sangue scorre la vita ed il mansueto agnello, che compare in tutte le tavole imbandite a festa non è una scelta dettata dalla moda gastronomica di turno: sottolinea l’aspetto purificatore del “sangue versato”, il sangue di un dio che muore e porta salvezza. Prima che i Vangeli narrassero dell’ebreo Gesù, il fenicio Adone, morto di morte violenta, sarà l’artefice della vita risorta attraverso il suo sangue versato. Analogo destino del dio Attis, onorato anticamente in Anatolia. Nei riti pagani propiziatori della primavera si scelse quindi l’agnello trattandosi di un animale mansuento, senza artigli, corna o denti aguzzi: una vita “buona” sacrificata per il bene di tutta la comunità: vi ricorda qualcosa? I nostri antichissimi progenitori partecipavano ai culti agrari per festeggiare il passaggio da una stagione fredda e spoglia ad una ricca di frutti e di vita: questi venivano celebrati durante il primo plenilunio successivo all’equinozio primaverile; ancora adesso il calendario dei riti ebraici e cristiani osserva questa norma per fissare il giorno in cui si festeggia la Pasqua. Insomma, come per le festività natalizie il registro non cambia: riti pagani che si perdono nella notte dei tempi, che vengono assorbiti e fatti propri dalle varie civiltà fino ad assumere caratteri religiosi e salvifici.

COSA UNISCE L'UOMO DI NEANDERTHAL E L'HOMO SAPIENS fino all’uomo del terzo millennio nella preparazione e nei riti di questi festeggiamenti? Ma la tavola naturalmente! Ed a qualsiasi latitudine essa venga preparata esistono delle leggi non scritte, ma tramandate che rendono obbligatori una serie di ingredienti e di ricette ad esse legati. L’uovo, come si diceva prima e l’agnello. Le erbette amare e spontanee che ricordano le pene patite durante l’inverno e poi durante la fuga nel deserto egiziano.
E la tradizione del pane azzimo va fatta risalire anch’essa ad antichi culti agrari: per festeggiare la primavera nella terra di Canaan, era uso nutrirsi di pane del nuovo raccolto non fermentato e quindi non lievitato.

POTEVANO FORSE MANCARE I DOLCI? Si racconta che alla metà del sesto secolo Alboino, re dei Longobardi, durante l'assedio della città di Pavia, ricevette un pane lievitato dalla forma di colomba. La colomba era un segno di pace; da allora, questo dolce fatto di semplici ingredienti come uova, farina e lievito, fu arricchito con burro, zucchero e canditi ed entrò nella tradizione pasquale. Sulla pastiera, invece, un must napoletano si racconta che le mogli di alcuni pescatori lasciassero ceste con ricotta, frutta candita, grano, uova e fiori d'arancio sulla spiaggia, come doni al mare affinché questo non si prendesse i loro mariti. Al mattino le donne trovarono i pescatori ed una torta, creata dalle onde del mare che avevano mescolato gli ingredienti: la ricotta, addolcita dallo zucchero, trasfigura le offerte votive di latte e miele, come nelle prime cerimonie cristiane mentre il grano è auspicio di ricchezza e fecondità.
Il rituale del banchetto di Pasqua si stempera così in una quotidianità fatta, insospettabilmente, di miti e di riti antichissimi che si perdono nella notte dei tempi. Naturalmente, tra sacro e profano, tra cristiano e pagano.

Ricette di stagione express: uova e bruscandoli. Risotto vellutato e frittatine alle erbette.

RICETTA "VENEZIANA"
Ingredienti: 600 gr di farina 00, 3 uova, 6 tuorli, 1 dl di latte crudo, 15 g di lievito di birra, 100 gr di burro chiarificato, 35 gr di zucchero semolato, una stecca di vaniglia, 2 cucchiai di granella di zucchero, 40 gr di mandorle, sale.

Procedimento: scaldare il latte in un pentolino e, appena sarà tiepido, sciogliere il lievito di birra sbriciolato. Versatelo nella planetaria con 75 gr di farina, lavorare bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo, Formare una palla, segnare una croce e lasciare riposare 45 minuti. Impastare metà della farina rimasta con lo zucchero, i semini della stecca di vaniglia, un pizzico di sale, un uovo intero, due tuorli e 20 gr di burro morbido. Incorporare il composto così ottenuto al panetto lievitato e lavorate fino ad ottenere una pasta elastica. Lasciar lievitare coperta fino al raddoppio del volume (40 minuti). Incorporare quindi un altro uovo ed i tuorli restanti, la farina ed il burro rimasto. Lavorare ancora e lasciar riposare coperto a temperatura ambiente per 8-10 ore. Scaldare il forno a 200°, imburrare ed infarinare uno stampo per veneziana e trasferire l’impasto. Spennellare la superficie con l’uovo rimasto appena sbattuto e cospargerla con la granella di zucchero e quella di mandorle. Cucinare per 35’ a cottura ultimata sformare sul piatto da portata e servire appena tiepida con un buon Ramandolo.

Anna Maria Pellegrino

 
[ DispensaDei Sapori ]  

"La Dispensa dei Sapori"
fiera dei sapori dal 5 all'8 dicembre

Torna dal 5 all'8 dicembre a Sant'Ambrogio di Valpolicella l'appuntamento enogastronomico invernale più atteso di Verona e Provincia con la tradizione enogastronomica veronese e le tipicità italiane di pregiata qualità.

Promuovere, valorizzare e far conoscere. Degustare, acquistare o regalare. Cosa?
I protagonisti dell'appuntamento enogastronomico invernale più atteso di Verona e Provincia: i fiori all'occhiello...

 
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Dal chicco alla pasta
a chilometri ZERO

Al pastificio Jolly Sgambaro di Castello di Godego in provincia di Treviso un quarto del grano duro utilizzato proviene dalle colture venete.

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L’Italia detiene il record mondiale di consumo pro capite di acque minerali. Questo significa uno spreco enorme di risorse, montagne di bottiglie di plastica da smaltire e ingenti emissioni di CO2...

 
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Per VIGNE in Valle d'Aosta:
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Un’offerta turistica per scoprire i tesori enogastronomici della regione attraverso un itinerario fra le produzioni vitivinicole di 28 cantine di produttori privati e le 6 Caves Coopératives.

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Una grande passione del corridore veneto è il vino. Da questo autunno Bruseghin produce il suo prosecco che si chiama Amets, che in basco significa sogno.("Ho corso alla Banesto e sono stato tra...

 
[ Pesce Trattoria Arcella ]  

Venerdì PESCE! Il prossimo 30 aprile
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Venerdi 30 Aprile 2010 alle ore 20.30 presso la TRATTORIA ARCELLA di Padova cena a base di pesce rigorosamente nostrano, cucinato secondo l'arte della cucina chioggiotta dal cuoco Paolo TIOZZO.

ANTIPASTO: Sardine in Saor, Alici Marinate, Paté di Dentice con crostini caldi, Cozze e Vongole in “cassopipa” - PRIMO: Tagliolini alle Capesante e Pomodorini - SECONDO: Frittura mista...

 
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Il nome carciofo, “al kharshuf”, è di origine araba si tratta infatti di un prodotto mediterraneo ed ha origine antichissime: nella mitologia greca è l’incarnazione di...

 
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Il 16 e 17 ottobre a Villa Amistani Guarda di Pederiva di Montebelluna (TV) l' conclusivo del V° del Campionato Italiano del Salame a convegno i migliori produttori d'Italia di salumi e di pane.

Una maratona del gusto alla ricerca del miglior abbinamento pane-salame: il pane di Altopascio meglio si accompagna con l'insaccato salato, mentre una michetta lombarda si sposa con un salame di Varzi...

 
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Il dolce per eccellenza della tradizione veneziana entra nella Cucina del Senza® nuovo modo di pensare la cucina con particolare attenzione alla salute senza rinunciare al sapore.

“Gli Za’eti Senza – spiega Marcello Coronini – sono il primo prodotto interamente realizzato secondo le regole de La Cucina del Senza®. E' il primo di una serie di prodotti,...